Un treno del mattino verso Modena, due badge al collo e un quaderno che a fine giornata sarà pieno. In ottobre Simona e Giulia, del nostro showroom di Torino, sono andate a Fiorano Modenese, nella sede di Laminam. Non per comprare qualcosa: per imparare.
C'è una domanda che nessuno si fa mentre appoggia una tazza sul piano della cucina: da dove viene quella superficie, chi l'ha pensata, come fa a reggere per tantissimi anni il fondo di una pentola e il caffè rovesciato. Noi quella domanda ce la facciamo per mestiere, e ogni tanto andiamo a cercare la risposta dove nasce. Questa è la storia di uno di quei viaggi.
Laminam è nata nel 2001 a Fiorano Modenese, nel cuore della valle della ceramica, da un'idea che allora sembrava un azzardo: fare lastre ceramiche grandissime e sottilissime, con argille, caolini, feldspati e sabbie compattati e cotti a 1200 gradi. Oggi quelle lastre arrivano in oltre cento paesi e vestono facciate, pavimenti, pareti e, soprattutto per noi, piani di cucina, tavoli, ante e bagni. Il design, però, resta tutto lì, a Fiorano.
Simona e Giulia hanno trovato la sede storica di Fiorano con una parte tutta nuova, l'HQ Design District, appena inaugurato: accanto allo stabilimento, undici edifici e un giardino, un auditorium per la formazione, una materioteca con tutte le superfici della gamma, cucine complete, un bagno con sauna e perfino un appartamento intero al primo piano, firmato Laminam dal pavimento alla camera da letto. La facciata stessa è in lastra Laminam, in una finitura della collezione Slate ispirata all'ardesia. È quello che ci piace di questa azienda: ha preso un materiale antico come la ceramica e lo ha spinto dove nessuno pensava potesse andare. Chi legge le nuove esigenze prima che diventino tendenza lo riconosciamo subito, perché è il nostro stesso mestiere.

Come si svolge una giornata di formazione in un posto così? Comincia in auditorium, con le luci basse e una presentazione che parte dall'inizio, cioè dalla cava: le materie prime, la loro purezza, il modo in cui vengono compattate senza stampo e poi cotte. Poi arrivano i numeri che a noi servono davvero quando progettiamo: gli spessori, da 2 a 20 millimetri, ognuno con il suo uso (i più sottili per ante e rivestimenti, i più spessi per i piani di cucina e di bagno); la resistenza al calore, che permette di appoggiare una pentola senza sottopentola; una superficie praticamente non porosa, che non assorbe il vino, l'olio o il caffè e si pulisce con acqua calda e un detergente neutro; l'idoneità al contatto con gli alimenti.

Poi si esce, e la formazione diventa un giro a piedi fra gli edifici. In materioteca le lastre si toccano: Simona e Giulia hanno passato un bel po' di tempo davanti alla parete dei campioni, a confrontare un effetto marmo con una pietra, un lucido con un soft touch, avvicinando il tablet alle superfici per leggerne la scheda. Si sono fermate davanti a una parete di ante scorrevoli in lastra sottile e davanti a una cucina in cui piano, paraschizzi e pavimento sono la stessa materia.

A pranzo, nel ristorante del distretto, i tavoli erano pieni di colleghi arrivati da showroom di tutta Italia. Ci si confronta sulle domande dei clienti e si scopre che sono le stesse ovunque: quanto dura, come si pulisce, se si vede il bordo. Il pomeriggio è di nuovo fra le lastre, con il quaderno aperto.

Ecco il punto che vale la pena capire. Laminam produce lastre: grandi, bellissime, tecnicamente straordinarie. Non produce cucine, né tavoli, né bagni. Una lastra da tre metri diventa il piano della tua cucina solo dopo che qualcuno ha deciso lo spessore giusto, l'ha fatta tagliare e bordare da un trasformatore specializzato, ha disegnato il foro del lavello e del piano cottura e, prima ancora, ha scelto quale finitura dialoga con l'anta, con il pavimento e con la luce che entra da quella finestra.

Quel qualcuno, nel nostro caso, siamo noi. È per questo che una giornata a Fiorano serve a te prima che a noi: un piano in effetto marmo può essere perfetto da solo e stare malissimo accanto a un'anta sbagliata, e la stessa superficie, in due case diverse, chiede due spessori e due finiture diverse. Conoscere la materia da vicino, con i suoi limiti e le sue libertà (una lastra sottile si può perfino curvare), ci permette di inserirla in un progetto d'arredo senza improvvisare: il top che continua sul paraschizzi, l'anta rivestita nella stessa materia del piano, il tavolo che riprende il pavimento. Il tutto non è la somma delle parti, e una superficie di questo livello merita un insieme all'altezza.
Non è stata una visita isolata. Laminam fa parte dell'ecosistema di aziende con cui lavoriamo da anni, ed era già stata ospite del nostro showroom di Torino per una giornata di formazione del nostro progetto "Confini", dedicato agli architetti. I viaggi come questo sono un'abitudine di casa Griva: le materie e le tecniche cambiano più in fretta delle case, e chi progetta deve tenere il passo in prima persona, non per sentito dire. Ogni volta torniamo con nuove certezze e qualche domanda nuova, ed è esattamente quello che vogliamo.

Simona e Giulia sono tornate a Torino con un quaderno pieno, una collezione di campioni e la voglia di ridisegnare almeno una cucina. In 130 anni di storia abbiamo imparato che un'azienda resta viva finché resta curiosa, e che la curiosità va coltivata di persona, con le mani sulla materia.
Se vuoi vedere e toccare le superfici Laminam, e capire quale spessore e quale finitura sono giusti per la tua casa, vieni a trovarci negli showroom di Pinerolo e Torino: ti raccontiamo il viaggio dal vivo e lo portiamo dentro il tuo progetto.
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