Vai al contenuto
Logo Griva nell intestazione
OUTLET
31/08/2026

Le nuove tendenze in cucina: cosa cambia davvero nel 2026 e nel 2027

immagine introduttiva dell articolo Le nuove tendenze in cucina: cosa cambia davvero nel 2026 e nel 2027

Indice contenuti

Se guardi la casa in cui vivi, la cucina è probabilmente l'ambiente che negli ultimi dieci anni è cambiato di più. Non nelle dimensioni, che semmai si sono ridotte, ma nel ruolo: ha smesso di essere il locale in cui si prepara da mangiare ed è diventata il punto in cui la casa si decide. Ci si lavora, si ricevono gli amici, si fanno i compiti, si sta insieme senza un motivo particolare. Le tendenze del 2026 e del 2027 sono soprattutto il tentativo di dare una forma a questo spostamento. Alcune resteranno, altre saranno dimenticate in fretta, e distinguerle non è un esercizio di stile: una cucina non si cambia a ogni stagione, la scegli una volta e poi ci vivi dentro per vent'anni.

 

I nuovi perimetri della cucina

L'edizione 2026 di EuroCucina, la biennale milanese che detta il passo del settore, ha confermato quello che nelle case si vedeva già: la cucina ha perso il suo perimetro. Non parliamo solo di open space, formula che conosciamo da vent'anni, ma di qualcosa di più sottile, il broken plan: né una stanza aperta né una stanza chiusa, ma una sequenza di soglie, volumi e schermi che separano senza interrompere. Quando il perimetro sparisce, l'isola smette di essere un mobile e diventa un elemento di architettura. È quello che succede in PRATICA 2601, dove il blocco centrale in PET, legno e laccato opaco regge visivamente tutta la zona giorno. E la parete, che in una cucina chiusa era solo un fondo, diventa materia di progetto: i sistemi VERTIGO e SKY trasformano lo spazio fra il piano e i pensili in un attrezzo abitabile, fatto di ripiani, pannelli e luce, che può proseguire anche oltre la cucina.

PRATICA 2601, cucina a isola in PET, legno e laccato opaco

È qui che si capisce se una casa è stata progettata nel suo insieme o assemblata pezzo per pezzo. Una cucina perfetta può stare malissimo in una casa sbagliata, e il punto di rottura è quasi sempre la soglia: il pavimento che cambia, il colore che non regge, la luce che cambia comportamento a un metro di distanza.

 

Quello che si mostra e quello che si nasconde

La seconda direzione è il complemento esatto della prima. Se la cucina entra nel soggiorno, non tutto quello che contiene può restare in vista. Da qui la tendenza che nei prossimi due anni crescerà di più: la cucina che si chiude. Non è un vezzo estetico, è la risposta a un fastidio concreto. Chi vive in un ambiente unico conosce la sensazione di cenare davanti ai piatti sporchi. La soluzione esiste già a catalogo: PRATICA 2516 monta colonne con ante scorrevoli a scomparsa, che in un gesto svelano o nascondono l'intera zona operativa. Due funzioni in un solo spazio, senza costruire una seconda stanza.

PRATICA 2516, cucina lineare in PET con colonne ad ante scorrevoli a scomparsa

Attorno a questo si muove tutto il resto. Le colonne dispensa larghe 75 cm con cesti estraibili raccolgono quello che prima restava sul piano, macchina del caffè e tostapane compresi. Le ante Vela con luci led aprono e richiudono i vani a giorno. E dove lo spazio lo consente torna la retrocucina, una piccola zona di preparazione che si prende il disordine e lascia pulita la parte che si vede. Sono esigenze che leggiamo nei progetti da prima che diventassero tendenza.

 

La materia torna a farsi toccare

Sui materiali il movimento è netto e va in una sola direzione: via il lucido, avanti l'opaco. Le laccature specchianti che hanno dominato il decennio scorso stanno lasciando il posto a superfici che assorbono la luce invece di rimandarla, e il tatto è tornato a contare quanto la vista. Il legno è il protagonista di questo ritorno, ma è un legno diverso: rovere chiaro a poro aperto, noce, essenze termotrattate, con la venatura in evidenza e nessun effetto plastico. MELTEMI 2501, isola realizzata su misura in legno cannettato, mostra bene la differenza fra lavorare la materia e rivestirla.

MELTEMI 2501, cucina a isola su misura in legno cannettato

Accanto al legno resta il contrappunto tecnico, perché una cucina si usa tutti i giorni: i piani in quarzo e ceramica della collezione Arkétop reggono abrasione, sbalzi termici, raggi ultravioletti e prodotti chimici, e la ceramica Laminam porta la stessa resistenza anche sullo schienale. Il colore, infine, esce dal grigio. La palette del 2026 raccoglie verdi salvia e verdi profondi, blu intensi, sabbie e terre, con accenti caldi di cannella e granata. La novità vera è che il colore arriva anche sugli elettrodomestici, coordinati alle finiture invece che in contrasto.

 

Le misure che nessuno guarda, e che poi decidono tutto

L'ultima tendenza è la meno fotogenica e la più importante. Tutte le ricerche sul 2026 convergono su una parola sola, personalizzazione, e nella pratica quotidiana la personalizzazione è fatta di centimetri. Alzare le basi a 81 cm cambia la schiena di chi cucina e restituisce il 15% di capienza. Portare il top a 63,8 cm di profondità significa poter appoggiare la spesa accanto al piano cottura senza spostare niente. I pensili XL alti 120 cm recuperano l'altezza di parete che nessuno usava, e le colonne larghe 75 cm trasformano la dispensa in una dispensa vera. Sono numeri, ma si sentono ogni giorno. Poi c'è lo spazio fra il piano e i pensili, che in una cucina qualunque resta vuoto. VERTIGO lo attrezza con struttura in metallo, ripiani e pannelli, mentre lo schienale magnetico LUMIA tiene mensole e accessori dove servono e li sposta quando cambiano le abitudini.

PRATICA 29, cucina a penisola con boiserie attrezzata VERTIGO e schienale magnetico LUMIA

Quando il progetto chiede ancora più libertà entra un sistema sartoriale come SISTEMATICA: quattro profondità di serie, top adattabili su misura, aperture meccaniche e servo-assistite. Qui isola, penisola, muretto e boiserie attrezzata si disegnano intorno alla stanza, e non il contrario.

SISTEMATICA 2501, cucina a isola in materico e Fenix con penisola, muretto e boiserie attrezzati

 

Cosa resta, quando la tendenza passa

Di tutto quello che hai letto, una parte durerà e una parte no. Il criterio che ci siamo costruiti in 130 anni di storia, avendo visto nascere e finire parecchie mode, è semplice: dura ciò che risolve un problema, passa ciò che risolve soltanto una necessità di marketing. Le superfici opache e il legno a poro aperto resteranno, perché invecchiano bene. Le ante a scomparsa resteranno, perché rispondono a un modo di abitare che non tornerà indietro. Il colore andrà e verrà, ed è giusto così: è la parte del progetto che puoi permetterti di scegliere con il cuore, purché il resto sia solido. Quello che non si improvvisa è l'insieme, cioè il modo in cui la cucina incontra il pavimento, la luce e la stanza accanto. Ti aspettiamo nel nostro showroom di Pinerolo o di Torino: porta le misure, o anche solo le idee, e ne parliamo davanti a un progetto. Vieni a trovarci in showroom a Pinerolo o a Torino e progettiamo insieme la tua cucina.

Sfoglia intanto i nostri cataloghi

Entra in contatto con Griva Arredamenti